Italia e Russia: l’evolversi di una relazione previlegiata?

blog silvia

 

All’inizio di questa settimana il Presidente Putin e la sua delegazione sono arrivati a Roma per un incontro bilaterale di alto livello. Il primo incontro interministeriale risale al 2002 e quest’anno, nell’arco di 5 ore, gli 11 ministri russi hanno firmato 35 accordi. Putin ha incontrato il Presidente Giorgio Napolitano, il Primo Ministro Enrico Letta, l’ex-Primo Ministro Romano Prodi e Papa Francesco. Il Presidente russo ha anche cenato con il suo vecchio amico Silvio Berlusconi, un ricordo della stretta relazione tra Italia e Russia.

A Trieste Italia e Russia hanno siglato un numero impressionante di accordi: 28 accordi commerciali e 7 intese intergovernative. Finanza, energia, industria, ricerca, occupazione e politiche sociali sono state le aree di intervento degli accordi. Il fondo di investimenti russo e la Cassa Depositi e Prestiti dell’Italia hanno sottoscritto un accordo per la creazione di un fondo comune di investimento di €1 miliardo che svilupperà aziende e progetti in entrambe i paesi.

La relazione tra Russia e Italia risale a molti anni fa e oggi può essere considerata una “relazione privilegiata”. Sicuramente si tratta di una relazione soprattutto economica. L’Italia è il terzo partner commerciale della Russia enel 2011 il commercio tra i due paesi ha raggiunto la cifra impressionante di €27 miliardi. Le esportazioni italiane in Russia riguardano essenzialmente prodotti meccanici, materie prime, tessite, pelletteria e arredamento. È interessante notare che più di 500 aziende italiane sono attive in Russia. Allo stesso tempo, la Russia è il principale fornitore energetico dell’Italia (15% di petrolio e 30% di gas vengono importati dalla Russia) eil settore siderurgico può contare su  una rilevante somma di investimenti diretti russi.

Comparata alle consolidate relazioni economiche, la storia delle relazioni diplomatiche tra Italia e Russia è leggermente differente. Non è un segreto che Berlusconi abbia fatto ampio riferimento ai suoi legami personali con Putin (anche se non è ben chiaro quali siano stati gli accordi tra Putin e Berlusconi). Monti è stato maggiormente interessato allo sviluppo dei legami commerciali. Ma Letta e il Ministro degli Esteri Emma Bonino stanno cercando di dare una nuova direzione alle relazioni con la Russia. In altre parole, se i precedenti governi hanno visto la Russia come un partner meramente commerciale, sembra che l’Italia stia ora sviluppando una visione più strategica della relazione diplomatica con la Russia. Anche se le relazioni economiche rimangono molto importanti (si pensi ad esempio al numero di accordi siglati a Trieste), ci sono almento due aree strategiche di cooperazione che i due paesi stanno sviluppando: una preoccupazione per la stabilità del Mediterraneo e un interesse sulle modalità di cooperazione nel vicinato orientale.

Quindi cosa è successo? Nella regione mediorientale e nordafricana l’Italia ha due obiettivi principali di politica estera: fronteggiare la crisi umanitaria in Siria e controllare il flusso di migranti e rifugiati. I politici italiani hanno timore che tra i rifugiati diretti in Italia possano nascondersi terroristi – un problema che i diplomatici italiani hanno discusso sia a Bruxelles che a Mosca. Sembra che a riguardo l’Italia e la Russia condividano la stessa posizione. Sia Lavrov che Bonino hanno insistito sull’idea di una maggiore inclusività nella gestione dei problemi internazionali. Hanno anche strutturato una missione comune per una stabilizzazione di lungo periodo del Mediterraneo checonsiste nell’idea di parlare sia all’Iran che ad Assad. Nel caso della Siria entrambi sono coscienti del fatto che tutti gli attori regionali devono essere coinvolti nella ricerca di una soluzione: “Se l’Iran è parte del problema, deve anche essere parte della soluzione”. Non sorprende che l’accordo della scorsa settimana con l’Iran e l’annuncio di una Ginevra 2 siano stati accolti con favore da entrambe i ministri.

Questi approcci comuni sono stati utilizzati anche per costruire una fiducia diplomatica tra i due ministri. In particolare hanno aperto uno spazio politico che ha permesso all’Italia – e in particolare al Ministro Bonino – di poter affrontare in modo costruttivo questioni più controverse, come il caso dell’attivista italiano di Greenpeace o altri questioni legate ai diritti umani.

Senza dubbio le relazioni italo-russe stanno evolvendo e maturando. La crisi in Siria e l’accordo con l’Iran non sono solo esempi di cooperazione tra Italia e Russia, ma anche l’emblema del nuovo approccio strategico dell’Italia alla politica estera

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