Letta’s European Grand Tour, by Silvia Francescon, May 1, 2013

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Fresh from winning confidence votes in both the lower and upper houses of Italy’s parliament, Italy’s young prime minister has set off on a mini tour of Europe that began with a visit to Mrs Merkel. Enrico Letta told her that it was necessary “to understand that this crisis did not find a solution because there wasn’t enough Europe.” He said his was a strongly European government, and noted that Europe achieved great results when Italy and Germany worked together with a federalist vocation.

This emphasis on Europe is to be expected from Letta. Before setting off on his Berlin-Paris-Brussels tour he told the Lower House that “The EU is the right political space from which to re-launch hope. The European Union is our journey, written by us; our horizon.” During his visit to Germany he built upon the theme:

“The main mission of this government is to achieve these four objectives: banking union, economic union, fiscal union, and political union. Only if we reach these targets will we be able to bring a solution to the national situation. All together, as European citizens, we have to do more Europe.”

Back in Italy, Letta’s most experienced ministers cover European affairs. Emma Bonino at the Ministry of Foreign Affairs is “a committed European and a dynamic force in EU politics”  and will bring dynamism, knowledge and experience. Enzo Moavero Milanesi at European Affairs is the driving force behind the resurrection of Italy’s credibility under Monti’s government, and has a remarkably European background. Fabrizio Saccomanni (the former Director General at Bankitalia) at the treasury is also a very respected interlocutor with European and international partners.

Although Letta’s grand tour has a similar itinerary to that of Mario Monti, when he was appointed, the mission is different. Monti had to regain credibility for Italy and reassure foreign investors and European partners that a “new Greek scenario” was not around the corner. As he said, he had to “turn Italy into an element of strength and not weakness of the European Union”: a hard task achieved with great success. Less effective has been his attempt to mitigate austerity measures. Back in February 2012 Monti gave it a try by promoting a letter (along with 11 other European leaders) putting forward “a plan for growth” to the presidents of the European Commission and European Council. But what came after has been a year of austerity that has deepened recession and pushed unemployment to frightening heights. According to the latest statistics, the number of unemployed people in recession-hit Italy was 2.95 million in March, 297,000 more than in the same month in 2012. Youth unemployment reached a peak of 38.5 percent in April. Meanwhile the inflation rate fell to 1.2 percent this month, the lowest level since February 2010. In response the new premier said that his government’s programme would deal with three main issues: “the economic and social emergency, the reform of politics, and the future of Italy in Europe alongside the future of Europe, which needs to find new motivations.” Letta therefore faces a challenge as formidable as Monti, although he is in a better position on Europe: Monti had to deal with Berlusconi’s legacy, but Letta can build upon the solid work with European partners done by Monti himself.

After Berlin, Letta will meet François Hollande in Paris before heading to Brussels, where a more welcoming environment is to be expected. The European Commission President has already endorsed Letta, saying “I am sure I can count on his commitment to the continuation of the process of necessary reforms so that, together, Europeans can confront the challenges of the crisis, hopefully with a relaunch of growth and employment.” The new PM will also try to obtain more flexibility on budget restrictions from the EU, to help stoke growth and create jobs in Italy and across the Union. In the meantime, Silvio Berlusconi has set out his own conditions: “We have to go to Europe to negotiate. The crisis has its roots in measures imposed by the EU. We must re-discuss the commitments made.”

Letta seems aware of how hard his mission will be. Before leaving for his tour, he raised cross-party morale by comparing his new right-left government to the biblical figure of David “in front of the Goliath of giant challenges”, but he also added that he will quit if he doesn’t succeed in his programmatic points within the next 18 months.

 

Traduzione

IL GRAND TOUR EUROPEO DI LETTA

Subito dopo aver ottenuto il voto di fiducia in entrambe le camere del Parlamento italiano, il giovane primo ministro è partito per un tour europeo, cominciato con una visita alla Merkel, a cui Enrico Letta ha detto che è necessario “comprendere che questa crisi non ha trovato soluzione perché non c’è stata abbastanza Europa”. Ha inoltre affermato che il suo è un governo fortemente europeo, e ha rimarcato che l’Europa ha ottenuto grandi risultati quando l’Italia e la Germania hanno lavorato assieme, unite da una vocazione federalista.

Conoscendo Letta, l’enfasi sull’Europa non stupisce, Prima di partire per il tour Berlino-Parigi-Bruxelles ha affermato che “l’Unione Europea è lo spazio politico giusto dove rilanciare la speranza. L’Unione Europea è il nostro viaggio, scritto da noi; il nostro orizzonte.” Durante la sua visita in Germania ha dunque approfondito la tematica affermando che:

 “La missione principale di questo governo è quella di raggiungere quattro obiettivi: l’unione bancaria, l’unione economica, l’unione fiscale e l’unione politica. Solo se riusciremo ad ottenere questi obiettivi saremo capaci di trovare una soluzione alle nostre situazioni nazionali. Tutti assieme, in quanto cittadini europei, dobbiamo costruire più Europa.”

Tornando all’Italia, i ministri di maggior spessore di Letta si occupano di affari europei. Emma Bonino al Ministero degli Esteri è “un’europeista convinta e una forza dinamica nella politica Ue” ed apporterà dinamismo, conoscenza ed esperienza. Enzo Moavero Milanesi agli Affari europei è stato artefice della risurrezione della credibilità dell’Italia sotto il governo Monti, e ha un notevole background europeo. Fabrizio Saccomani (ex Direttore generale di Bankitalia) all’Economia è anch’egli un interlocutore rispettato per i partner europei ed internazionali.

Sebbene il grand tour di Letta abbia un itinerario simile a quello di Mario Monti quando ottenne l’incarico, la missione è diversa. Monti doveva riconquistare credibilità per l’Italia e rassicurare gli investitori stranieri partner europei che un “nuovo scenario greco” non era dietro l’angolo. Come affermò allora, doveva “trasformare l’Italia in un elemento di forza e non di debolezza nell’Unione europea”: un obiettivo difficile, perseguito con grande successo. Meno efficace è stato il tentativo di mitigare le misure di austerità. Già nel febbraio del 2012, Monti ci provò promuovendo una lettera (assieme ad altri 11 leader europei) con cui si proponeva ai Presidenti della Commissione e del Consiglio europeo un “piano per la crescita”. Ma dopo è seguito un anno di austerità che ha peggiorato la recessione e spinto la disoccupazione a livelli spaventosi. Secondo le ultime statistiche, il numero di disoccupati in Italia è di 2.95 milioni in marzo, 297.000 in più rispetto allo stesse mese nel 2012. La disoccupazione giovanile in aprile ha raggiunto un record del 38,5 per cento. Nel frattempo il tasso di inflazione è sceso al 1,2 per cento questo mese, il livello più basso da febbraio 2010. In risposta a ciò, il nuovo premier ha annunciato che il governo affronterà tre questioni principali: “l’emergenza sociale ed economica, la riforma della politica, ed il futuro dell’Italia in Europa oltre al futuro dell’Europa stessa, che ha bisogno di trovare nuova motivazione”. Letta dunque ha di fronte una sé una sfida tanto formidabile quanto quella di Monti, sebbene sia in una posizione migliore in Europa: se Monti doveva fare i conti con l’eredità di Berlusconi, Letta può fare affidamento sul buon lavoro svolto con i partner europei da Monti stesso.

Dopo Berlino, Letta incontrerà François Hollande a Parigi prima di spostarsi a Bruxelles, dove dovrebbe trovare un clima di maggiore benvenuto. Il Presidente della Commissione europea ha già offerto il suo sostegno a Letta, dicendo “sono sicuro di poter contare sul suo impegno relativamente alla continuazione del processo di riforme in modo che, tutti insieme, gli europei possano fronteggiare le sfide poste dalla crisi, possibilmente con un rilancio della crescita e dell’occupazione.” Il nuovo Primo ministro cercherà anche di ottenere maggiore flessibilità sulle restrizioni di bilancio imposte dall’Ue, per contribuire ad alimentare la crescita e creare posti di lavoro in Italia e in tutta l’Unione.

Nel frattempo, anche Silvio Berlusconi ha imposto le sue condizioni: “Dobbiamo andare a negoziare in Europa. La crisi ha le sue radici nelle misure imposte dall’Ue. Dobbiamo ridiscutere gli impegni presi”.

Letta sembra consapevole di quanto sarà dura la sua missione. Prima di partire, ha paragonato il nuovo governo di coalizione alla figura biblica di David “di fronte al Golia delle sfide immense”, aggiungendo che si dimetterà nel caso non dovesse riuscire a realizzare i suoi punti programmatici nell’arco dei prossimi 18 mesi.

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