ECFR pubblica il nuovo rapporto The EU and human rights at the UN: 2011 review

 

 

 

La questione del riconoscimento dello stato palestinese ha messo in evidenza la debolezza diplomatica dell’Europa alle Nazioni Unite, dopo 1 anno in cui l’Ue si è divisa sulla Libia come anche sulle pressioni alla Siria.

Nel momento in cui i leader europei si riuniscono a New York, un nuovo rapporto ECFR, The EU and human rights at the UN: 2011 review, descrive come l’Ue non sia stata capace di trarre vantaggio dalle divisioni alle Nazioni Unite tra Russia, Cina e India e le altre potenze emergenti, per poter compiere progressi su questioni chiave relative ai diritti umani.

Un approccio unitario dell’Ue alla richiesta palestinese di riconoscimento, rappresenterebbe un’importante
spinta alla politica estera europea, come anche alla soluzione in Medio Oriente sui due stati.

Come dimostra il rapporto, il conflitto israelo-palestinese é la questione sui diritti umani che più divide l’Ue alle Nazioni Unite. Nell’ultimo anno, ogni divisione dell’Ue durante le votazioni al Consiglio dei Diritti Umani ha riguardato infatti la risoluzione del conflitto.

“The EU and human rights at the UN: 2011 review”, a cura di Richard Gowan, Senior Policy Fellow di ECFR e Franziska Brantner, membro del Parlamento Europeo, analizza le Nazioni Unite dinanzi ai cambiamenti in atto nel mondo. Il crescente ricorso
alle alleanze diplomatiche costituisce un pericolo come anche un’opportunità per l’Europa.

Secondo gli autori:

  • La struttura sempre più multipolare delle Nazioni Unite è caratterizzata da coalizioni mutevoli che cambiano a seconda delle crisi. La questione dei diritti umani è causa di tensioni sempre più forti tra i paesi BRIC e le altre potenze emergenti.
  • I paesi non occidentali stanno diventando partner sempre più importanti per l’Europa. La crisi in Costa d’Avorio ha dimostrato la possibilità di convincere Pechino a dare il proprio sostegno alla causa democratica; il voto del Sud Africa si è rivelato importante per una risoluzione sull’uguaglianza di genere. (diritti dei gay, lesbiche, bisessuali e transessuali).
  • Negli ultimi 12 mesi i 3 voti che hanno diviso l’Ue al Consiglio per i Diritti Umani hanno
    riguardato Israele e Palestina.
  • Complessivamente, nell’ultimo anno il sostegno alle posizioni europee sui diritti umani all’Assemblea Generale è stato alto, se rapportato al basso livello dei precedenti due anni. Nell’ultimo anno, l’Ue ha conseguito importanti successi alle Nazioni Unite come il rafforzamento del proprio status di osservatore e la proposta di risoluzione del Consiglio dei Diritti Umani in favore delle indagini sulla violenza contro le persone LGBT. (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali)

E’ possibile scaricare la review dal sito di ECFR, nella sezione dedicata al programma Human Rights.

Buona Lettura

 

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: