Nuovo Policy Brief di ECFR sulla Cina “Tha scramble for Europe”

Cari Amici di ECFR,

 

ECFR  ha pubblicato l’ultimo rapporto sulla Cina “A scramble for Europe”, a cura di François Godement e Jonas Parello Plesner, Senior Policy Fellows di ECFR,  e Alice Richard, China Programme co-ordinator.

Dopo aver acquistato  porti africani e costruitoautostrade saudite, ora la Cina sta traendo vantaggio dalla sua forza economia e dalla debolezza europea per “comprare” l’Europa. Tra le acquisizioni già concluse,infrastrutture, storiche aziende produttrici di auto (Volvo e MG) e società
high tech, debiti statali.

In“ A scarmble for Europe” François Godement e Jonas Parello Plesner argomentano che:

  • Le acquisizioni cinesi stanno dividendo i pesi europei proprio nel momento in cui questi stann elaborando una strategia più coordinata e decisa nei confronti di Pechino.
  • La crisi consente alle aziende cinesi non solo di concludere affari (a prezzi ridotti) ma anche di mettere gli stati membri uno contro l’altro e contro i loro stessi interessi colelttivi, una strategia già utilizzata dalla Cina nei paesi invia di sviluppo.
  • Se grazie a questo potere la Cina riesca ad avere maggior sostegno alle proprie politiche, l’Europa potrebbe pagare il prezzo su molte questioni, dalla riforma globale finanziaria,alla governance internazionale fino alla legislazione ambientale ed i diritti umani.

Per comprendere l’attuale stato dei rapporti commerciali tra Cina ed Europa, è utile prendere in considerazione i seguenti dati:

  • Tra l’ottobre 2010 e marzo 2011, le banche e le aziende cinesi hanno investito circa 64 miliardi di dollari in contratti in Europa, più della metà degli investimenti totali e  delle agevolazioni sugli scambi commerciali dal 2008.
  • Si ritiene che la Cina abbia destinato il 25% delle proprie riserve nazionali agli investimenti in Europa.
  • Il 30% degli investimenti cinesi  hanno avuto luogo in Portogallo, Grecia, Italia e Spagna ed il 10% in Europa centrale e orientale.

Secondo le raccomandazioni degli autori del policy brief, serve poco accusare la Cina per il fatto di cogliere l’opportunità di espandersi in Europa, né rifugiarsi nel protezionismo. Piuttosto l’Europa dovrebbe unirsi attorno ai propri interessi collettivi e creare condizioni per permettere alle aziende europee di competere alla apri in Cina, ed in particolare di:

  • Elaborare un sistema di investimenti diretti in settori specifici come la difesa, i media, l’educazione e le tecnologie.
  • Introdurre  una competitività leale e trasparente per le gare d’appalto pubbliche e fare pressione per poter  competere per i contratti cinesi.
  • Formulare   un efficace sistema statistico per monitorare l’acquisizione di bond da parte della Cina.

“Fino  a 5 anni fa ka storia era che le aziende europee si stabilivano in Cina. Ora la storia è che la Cina sta acquisendo in maniera strategica le aziende europee, assumendo così l’ownership di infrastrutture e teconolgie vitali e facendo sì che i paesi europei entrino in conflitto con gli altri”.

Il policy brief ha già ricevutop ampio riscontro dai media in tutto il mondo. Ne hanno parlato l’Economist, il Financial Times, il Guardian, El Pais, CNN e la Reuters.

Il Brief può essere scaricato dal sito di ECFR, nella sezione dedicata alla Cina,dove è inoltre possibile trovare numerosi contributi ECFR, tra cui
pubblicazioni, podcast ed articoli.

 

Buona lettura

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