On Line l’ultimo numero delle China Analysis, “China’s missing energy debate”, a cura di ECFR e l’Asia Centre di Parigi

 

E’ disponibile l’ultimo  numero della serie China Analysis, China’s missing energy debate”, a cura di ECFR in collaborazione con l’ Asia Centre di Parigi.

Come potrà la Cina potenziare un’economia sempre più in crescita ed in espansione? Per ridurre l’emissione di gas e la dipendenza dal petrolio, Beijing prevede infatti di potenziare il programma nucleare nazionale, il più sviluppato al mondo, ed attuare un piano per lo sviluppo delle energie rinnovabili.

Ma con gli eventi di Fukushima e con il conseguente allontanamento di alcuni governi europei dal nucleare, come nel caso tedesco, quale
é stata invece la reazione cinese al disastro giapponese? Potranno i piani di potenziamento dell’energia rinnovabile rilanciare la collaborazione con gli Stati Uniti e la riduzione delle tensioni dovute alla politica cinese di approvvigionamento di materie prime, o costituiranno un’ulteriore causa di frizione?

Secondo gli autori:

  • Come gli altri paesi, anche la Cina è stata obbligata dagli  avvenimenti di Fukushima a riconsiderare il proprio programma energetico.
  • Esiste una preoccupazione crescente circa la possibilità che ilprezzo del petrolio sia troppo “politicizzato” e “finanziarizzato” dalmaggiore utilizzo delle futures, sulle quali la Cina ha poca influenza.
  • Gli esperti cinesi chiedono a Hu Hintao ed Obama di attuare gli accordi energetici ed ambientali entro la fine di quest’anno come
    prova della volontà di cooperazione e di regolarizzazione dei rapporti bilaterali tra le due potenze.
  • La Cina ritiene che le organizzazioni internazionali che si occupano di energia siano controllate interamente dall’Occidente e pequesto ha deciso di assicurarsi l’approvvigionamento energetico attraverso la cooperazione bilaterale con i paesi produttori e la creazione di “corridori energetici” con i propri vicini. Gli esperti ritengono che vi siano più possibilità di collaborazione con altre grandi potenze consumatrici, come l’India, un competitore in materia di risorse energetiche, senza dover quindi aderire all’Agenzia Internazionale per  l’Energia.

Per comprendere l’attuale scenario energetico legatoal mercato cinese, è utile prendere in considerazione i seguenti dati:

  • In base al ventesimo Piano Quinquennale per il 2011-2015, entro il 2020 l’energia non derivante dal carbone rappresenterà il 15% di quella prodotta a livello nazionale. E’ inoltre prevista, entro il 2015, unariduzione delle emissioni di carbonio pari al 17%.
  • Nel paese ci sono 13 impianti nucleari attivi, 30 in costruzione edaltri 90 in progettazione.
  • L’energia alternativa è considerata una nuova opportunità per le esportazioni: la Cina produce infatti il 45% delle turbine a vento ed è
    leader in Europa nella vendita di panelli solari.
  • A gennaio, Hu Jintao e Barack Obama hanno firmato accordi in materiaenergetica ed ambientale pari a 45 miliardi di dollari, metà dei qualilegati allo sviluppo di tecnologie per l’energia pulita e rinnovabile.
Il Brief può essere scaricato dal sito di ECFR, nella sezione dedicata alla Cina, dove è inoltre possibile trovare i numeri passati del China
Analysis
ed ulteriori contributi ECFR, tra cui pubblicazioni, podcast ed
articoli.

Buona lettura,

Silvia Francescon

ECFR, Direttrice sede di Roma

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: