Cari amici di ECFR,

Ho il piacere di condividere con voi  l’ultimo Policy brief di ECFR “China’s Janus-faced response to the Arab  Revolutions” a cura di Jonas Parello Plesner, Senior Policy Fellow di ECFR  e Raffaello Pantucci, ECFR China Programme Associate.

La Cina é stata presa alla sprovvista dagli avvenimenti in Nord Africa. Se in un primo momento Pechino ha appoggiato le sanzioni economiche contro Gheddafi, ha poi drasticamente cambiato la propria posizione, opponendosi all’azione internazionale e limitando ogni manifestazione di dissenso e di dibattito interno.

La reazione cinese agli eventi in Nord Africa riflette la pressione a cui Pechino, stretta tra interessi internazionali sempre più consistenti ed una popolazione sempre più presente ed influente all’estero, è attualmente sottoposta. In questo scenario, l’Europa ha l’opportunità di sostenere la posizione cinese all’interno della comunità internazionale come anche il processo di riforme interno al paese.

Per comprendere l’attuale posizione della Cina nei confronti del Nord Africa, è utile prendere in considerazione i seguenti dati:

  • Gli interessi economici della Cina nella regione, con 38.000 cittadini cinesi in Libia e accordi commerciali pari a 18.8 miliardi di dollari, dimostrano come Pechino non possa più guardare in maniera distaccata agli sviluppi nella regione nord-africana.
  • La politica di Pechino è sempre più influenzata dai rapporti con altri attori internazionali, specialmente nella cooperazione con i paesi della regione. L’iniziale sostegno alle sanzioni contro la Libia fu infatti influenzato dalla presa di posizione dei paesi arabi e della
    Lega Araba.
  • La politica restrittiva adottata a livello interno, dimostra come le autorità temano il crescente confrontarsi dell’opinione pubblica cinese con l’esterno. Il 70% degli argomenti trattati dai blogger cinesi negli ultimi 20 mesi, riguarda l’atteggiamento delle autorità statali mentre il 20% gli abusi della polizia.

L’Ue ha la possibilità di fare pressione sulla Cina su questioni come i diritti umani e la maggiore responsabilità di Pechino sulla scena internazionale.

Secondo gli autori:

  • L’Ue deve continuare a fare pressione sulla Cina su questioni come i diritti umani e le riforme interne. L’opposizione
    dell’opinione pubblica continua a crescere e Pechino non intende danneggiare i rapporti ed i propri interessi con l’Europa.
  • L’Ue dovrebbe negoziare con la Cina un “patto di stabilità rinforzato” per incoraggiare il coinvolgimento cinese con i paesi terzi su questioni come la gestione delle crisi ed il sostegno reciproco.
  • La Cina dovrebbe essere coinvolta, in maniera graduale, nei rapporti dell’Ue con i paesi emergenti.
Il Brief può essere scaricato dal sito di ECFR nella sezione dedicata alla Cina, dove è inoltre possibile trovare i contributi ECFR, tra cui pubblicazioni, podcast ed articoli.

Buona lettura,

Silvia Francescon

ECFR, Direttrice sede di Roma

 

 

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